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Combigan

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Combigan è un collirio a base di brimonidina e timololo. È indicato per adulti con glaucoma cronico ad angolo aperto o ipertensione oculare quando un beta-bloccante topico da solo non basta. Riduce la pressione intraoculare con un’azione combinata sui meccanismi che regolano la PIO.

Che cos’è?

Combigan è un collirio in flacone usato per ridurre la pressione intraoculare elevata in persone con glaucoma cronico ad angolo aperto o ipertensione oculare. È indicato quando la risposta a un beta-bloccante topico da solo non è sufficiente. Agisce con due principi attivi, brimonidina e timololo, che lavorano in modo complementare per abbassare la PIO.

Composizione

  • Brimonidina tartrato: 2,0 mg/ml (equivalente a 1,3 mg/ml di brimonidina)
  • Timololo: 5,0 mg/ml (come 6,8 mg/ml di timololo maleato)
  • Benzalconio cloruro: 0,05 mg/ml (conservante)
  • Fosfati: 10,58 mg/ml

Come si assume?

La posologia raccomandata negli adulti (inclusi i pazienti anziani) è semplice: una goccia di Combigan nell’occhio/negli occhi da trattare, due volte al giorno, circa ogni 12 ore. La regolarità conta più di tutto, perché la PIO può “risalire” se le somministrazioni diventano irregolari.

Tre dettagli pratici fanno la differenza:

  • Dopo la goccia, tieni l’occhio chiuso e premi delicatamente con un dito l’angolo interno (vicino al naso) per 1–2 minuti: riduce l’assorbimento sistemico e limita effetti da beta-bloccante.
  • Se la goccia “scappa” e non sei sicuro che sia entrata, non raddoppiare subito: spesso l’eccesso finisce solo sulla pelle.
La pressione sul puntino lacrimale (occlusione nasolacrimale) è un trucco da ambulatorio: può ridurre palpitazioni, capogiri e altri effetti sistemici legati al timololo.

Per la popolazione pediatrica, Combigan è controindicato nei neonati e negli infanti sotto i 2 anni. Nei bambini più grandi, quando il medico valuta l’uso, serve cautela per la possibile sonnolenza e altri effetti sistemici.

Come funziona?

  • Via di somministrazione: uso topico oftalmico (instillare nell’occhio interessato)
  • Concentrazioni per ml: brimonidina tartrato 2,0 mg/ml (brimonidina 1,3 mg/ml) + timololo 5,0 mg/ml (timololo maleato 6,8 mg/ml)
  • Dose per somministrazione: 1 goccia nell’occhio/negli occhi interessati
  • Frequenza: 2 volte al giorno
  • Orari: mattino e sera, idealmente a distanza di circa 12 ore
  • Pasti: indipendente dai pasti
  • Durata: continuativa secondo prescrizione; non sospendere senza indicazione medica
  • Se usi altri colliri: attendere 5–10 minuti tra un collirio e l’altro
  • Dopo l’instillazione: eseguire occlusione nasolacrimale per 1–2 minuti

Indicazioni

Combigan appartiene ai farmaci oftalmologici antiglaucoma e si usa come gocce oftalmiche per il controllo della pressione intraoculare (PIO). Nella pratica clinica viene prescritto a pazienti con glaucoma cronico ad angolo aperto o con ipertensione oculare, quando un trattamento con soli beta-bloccanti per uso topico non ha dato un controllo adeguato della PIO. L’obiettivo è proteggere nel tempo il nervo ottico riducendo il “carico di pressione” interno dell’occhio.

È una terapia di mantenimento, non un collirio “al bisogno”. Se la PIO resta alta, il rischio è un peggioramento progressivo del danno glaucomatoso.

Se usi più colliri, in genere si lascia un intervallo di 5–10 minuti tra un prodotto e l’altro: riduce il dilavamento e aumenta la quota che resta sulla superficie oculare.

Confronto

Nel glaucoma e nell’ipertensione oculare, l’approccio si costruisce spesso per step: monoterapia, associazione, procedure laser o chirurgiche se serve. Combigan si colloca tra le opzioni farmacologiche di associazione, quando si cerca un effetto più forte sulla PIO senza aumentare troppo il numero di instillazioni giornaliere.

Approccio Punto di forza Limite tipico
Beta-bloccante topico (es. timololo) Buona riduzione PIO, schema semplice Non adatto in asma/BPCO grave o bradicardia
Agonista alfa-2 (es. brimonidina) Aggiunta utile in molti profili Può dare sonnolenza, secchezza, irritazione
Associazione fissa (brimonidina + timololo) Due meccanismi in un collirio Maggior attenzione a controindicazioni cardiopolmonari

La scelta non è “il collirio più potente”, è quello compatibile con occhi, cuore e polmoni del paziente, e con la sua capacità di essere costante per anni.

Controindicazioni

  • Allergia a brimonidina, timololo o a uno degli eccipienti
  • Asma bronchiale attuale o pregressa, o broncopneumopatia cronica ostruttiva grave
  • Bradicardia sinusale, sindrome del nodo del seno, blocchi della conduzione sino-atriale o atrio-ventricolare clinicamente rilevanti
  • Scompenso cardiaco manifesto o shock cardiogeno
  • Età inferiore a 2 anni (controindicato)

Non raccomandato per

Combigan può non essere adatto se hai problemi respiratori o cardiaci, perché una parte del collirio può essere assorbita e dare effetti da beta-bloccante.

In particolare, serve cautela se:

  • hai avuto in passato broncospasmo o tosse asmatiforme, perché possono comparire sintomi respiratori
  • assumi farmaci che rallentano la frequenza cardiaca, perché gli effetti possono sommarsi
  • nei bambini tra 2 e 7 anni (o con peso basso) la sonnolenza può essere più frequente e più intensa
Se porti lenti a contatto morbide, il benzalconio cloruro può essere assorbito dal materiale e irritare l’occhio: spesso si preferisce instillare il collirio e reinserire le lenti dopo un intervallo adeguato indicato dall’oculista.

Effetti collaterali

Altri effetti possibili includono:

  • secchezza oculare, prurito, sensazione di corpo estraneo
  • visione offuscata transitoria subito dopo l’instillazione
  • mal di testa o stanchezza
  • abbassamento della frequenza cardiaca, capogiri, sensazione di fiato corto (più rari ma clinicamente rilevanti)

Quando serve attenzione rapida: difficoltà respiratoria, svenimento, dolore toracico, gonfiore del viso o rash importante. Sono segnali compatibili con reazioni sistemiche o allergiche.

Se la vista resta annebbiata dopo l’instillazione, evita di guidare finché non torna nitida: spesso bastano alcuni minuti, ma in certi occhi secchi può durare di più.

Errori comuni

Gli errori più comuni possono ridurre l’efficacia o aumentare gli effetti indesiderati.

  • Saltare la dose serale perché l’occhio “sta bene”: la pressione intraoculare può restare elevata senza sintomi.
  • Instillare due gocce per volta: l’occhio ne trattiene una sola e aumenta l’assorbimento sistemico.
  • Toccare l’occhio con la punta del flacone: aumenta il rischio di contaminazione e irritazione.
  • Usare altri colliri senza pausa: il secondo può dilavare il primo se non si attendono 5–10 minuti.
  • Non fare occlusione nasolacrimale quando compaiono capogiri o battito lento: può ridurre l’assorbimento sistemico.
Se hai mani poco ferme, appoggia il mignolo sulla guancia mentre instilli: stabilizza il movimento e riduce il rischio di toccare la superficie oculare con la punta.

Opinioni dei medici

Prospettive dei medici

Nella gestione del glaucoma, l’oculista ragiona in termini di “target pressorio”: non esiste una PIO valida per tutti, esiste la PIO che rallenta la progressione in quello specifico occhio. In reparto e in ambulatorio si vede spesso questo scenario: un beta-bloccante topico abbassa la PIO, ma non abbastanza nelle ore di picco, e l’associazione fissa come Combigan diventa un passaggio logico per aumentare l’effetto senza moltiplicare i flaconi. Si cerca anche la tollerabilità nel lungo periodo, perché il glaucoma richiede continuità e piccoli disagi ripetuti (bruciore, occhi rossi) possono far saltare la terapia. I medici insistono molto sulla tecnica d’instillazione, perché una punta che tocca l’occhio o un’applicazione frettolosa peggiorano irritazione e rischio di contaminazione del flacone.

Domande frequenti

Sì, può succedere, più spesso in bambini e soggetti sensibili agli effetti centrali della brimonidina. La sonnolenza può comparire nei primi giorni e ridursi con l’adattamento, ma se interferisce con attività quotidiane va rivalutata la terapia. Un’altra causa frequente di stanchezza è l’assorbimento sistemico del timololo con lieve bradicardia. Riferimento: valutazioni di sicurezza per brimonidina/timololo in documentazione EMA [5].

Combigan è indicato per ridurre la PIO in glaucoma cronico ad angolo aperto e ipertensione oculare, in genere quando un beta-bloccante topico da solo non basta. Non è il collirio “universale” per ogni glaucoma: nelle forme ad angolo chiuso o in situazioni acute la strategia può essere diversa e urgente. Anche la presenza di comorbidità cardiache o respiratorie può limitare l’uso per via del timololo. Riferimento: indicazioni terapeutiche in schede AIFA.

Se ti accorgi del salto entro poche ore, spesso si prosegue con la somministrazione appena possibile e poi si torna allo schema abituale. Se è quasi ora della dose successiva, di solito non si “recupera” raddoppiando, perché aumenta solo gli effetti sistemici senza migliorare la PIO in modo proporzionale. L’obiettivo è ripristinare la regolarità ogni 12 ore. Riferimento: principi generali di aderenza terapeutica in glaucoma in linee guida cliniche europee EGS.

Sì, perché il timololo è un beta-bloccante: anche in collirio può ridurre la frequenza cardiaca e, in alcune persone, abbassare la pressione. I segnali tipici sono capogiri, stanchezza insolita, mani fredde o respiro corto, specie se assumi già farmaci cardiovascolari. La tecnica di occlusione nasolacrimale dopo l’instillazione riduce la quota assorbita e spesso migliora la tollerabilità. Riferimento: profilo di classe dei beta-bloccanti topici in documentazione EMA.

No: Combigan nasce per abbassare la pressione intraoculare, non per controllare l’infiammazione allergica. Se il problema principale è prurito, lacrimazione e gonfiore stagionale, la terapia di riferimento di solito include antistaminici oculari o stabilizzatori dei mastociti, scelti dall’oculista in base ai sintomi. Usare Combigan “per l’occhio rosso” può peggiorare il fastidio senza trattare la causa. Riferimento: indicazioni approvate AIFA.

L’effetto ipotonizzante oculare può iniziare già nelle prime ore dopo l’instillazione, ma la valutazione clinica si fa su più misurazioni e in giorni diversi, perché la PIO oscilla durante la giornata. L’oculista controlla anche la stabilità nel tempo, non solo il valore singolo in ambulatorio. La regolarità mattina/sera è la base per ottenere un profilo pressorio più stabile. Riferimento: raccomandazioni pratiche EGS sul monitoraggio della PIO.

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Recensioni ed esperienze

G
Giulia, 62
Milano
8 settimane
Verificata
La pressione oculare è scesa già al primo controllo. I primi 4–5 giorni ho avuto bruciore e occhio arrossato, poi è diventato gestibile. Ho risolto anche aspettando qualche minuto prima dell’altro collirio.
12/11/2024
M
Marco, 54
Bologna
3 mesi
Verificata
Funzionava, ma mi sentivo più stanco e con battito lento la sera. L’oculista mi ha fatto fare occlusione del puntino lacrimale dopo la goccia e la cosa è migliorata, senza cambiare terapia.
03/02/2025
S
Sara, 47
Roma
6 settimane
Verificata
PIO a posto, ma occhio secco e sensazione di sabbia quasi tutti i giorni. Ho dovuto aggiungere lacrime artificiali e distanziare bene i colliri, altrimenti mi dava fastidio per ore.
27/09/2024
E
Enrico, 70
Torino
10 giorni
Verificata
Ho sospeso perché mi dava fiato corto quando salivo le scale. Ho una storia di bronchite cronica e probabilmente non era la scelta giusta per me. L’abbiamo cambiato dopo contatto con lo specialista.
18/01/2025

Fonti

  1. AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) (2024). Banca Dati Farmaci: scheda di riferimento per brimonidina/timololo collirio (associazione fissa).
  2. EMA (2022). Assessment report — Brimonidine/Timolol fixed combination for glaucoma or ocular hypertension.
  3. WHO (2022). WHO Model Formulary: guidance on ophthalmic beta-blockers and use in special populations.
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